Un aiuto contro la violenza (LL)

Tutti possono essere vittime di violenza, anche tu.
La violenza si verifica spesso anche in famiglia, indipendentemente dal ceto sociale.

La violenza riguarda tutti!

La legge tutela tutti contro la violenza.
La legge stabilisce chiaramente che è vietata qualsiasi forma di violenza!
Alcune forme di violenza sono per esempio:

  • le percosse
  • i maltrattamenti
  • lo stupro
    Cioè essere costretti ad avere rapporti sessuali con qualcuno contro la propria volontà
  • essere costantemente controllati da qualcuno
  • umiliazioni e mortificazioni
    Cioè subire offese e critiche verbali
    o essere comunque trattati male anche senza subire violenze fisiche.
  • gli insulti

Ti aiutiamo noi!

Si può sempre fare qualcosa contro la violenza.
Se sei vittima di violenza, hai il diritto di ricevere protezione, sicurezza e aiuto.
È importante cercare aiuto, anche se ti è difficile parlarne.

L’assistenza e le consulenze che forniamo sono gratuite e confidenziali.

Se vuoi, possiamo aiutarti anche nell’anonimato.
Significa che non devi dirci come ti chiami.

Qui trovi aiuto e assistenza in Tirolo:  https://www.tirol.gv.at/gesellschaft-soziales/gewaltfrei/adressena-z/

Video:  https://www.tirol.gv.at/gesellschaft-soziales/gewaltfrei/

Come aiutare le vittime

Venire a conoscenza di casi di violenza nella propria famiglia o tra i propri conoscenti può essere molto gravoso.
Incoraggiate la vittima a fare qualcosa contro la violenza. Evitate invece di prendere qualsiasi iniziativa senza il suo consenso. Sostenetela nell’affrontare i passi successivi.
Non fatele pressioni.
Non pianificate né prendete alcuna iniziativa che la vittima non voglia. Fornitele indirizzi e numeri di telefono dei centri di consulenza e delle case di accoglienza per donne vittime di violenza.
La cosa migliore che potete fare è essere di supporto alla vittima nel prendere i contatti e accompagnarla al colloquio con un consulente.

Consigli per chi vuole fornire aiuto

  • Prendete seriamente tutto ciò che vi racconta la persona vittima di violenza.
  • Ascoltatela.
  • Chiedetele che tipo di aiuto desidera ricevere.
  • Raccontatele ciò che pensate o ciò che avete visto.
    Fatelo però solo quando la incontrate da sola.
  • Siate empatici e comprensivi.
  • Può succedere che la vittima rifiuti il vostro aiuto.
    Continuate comunque a offrirle il vostro appoggio.
  • Lasciate che sia la vittima a decidere cosa fare.
    L’importante è che voi le stiate vicino e la sosteniate.
    Non prendete alcuna decisione senza il consenso della persona interessata, anche se in buona fede.
  • Le vittime di violenza non hanno colpa, eppure spesso si sentono responsabili e si vergognano.
    Parlatene.
  • Non rimproverate la vittima in alcun modo.
  • Non parlate male dell’autore/autrice della violenza.
  • Lasciate alla vittima il tempo che le serve.
    Spesso è difficile comprendere il comportamento di chi è vittima di violenza.
    Per esempio:
    - perché non voglia parlare della violenza subita e si chiuda in sé stessa;
    - perché non voglia denunciare alla polizia il/la responsabile della violenza;
    - perché non si separi dall’autore/autrice della violenza;
    - perché voglia dimenticare e rimuovere l’accaduto.
  • Se venite a conoscenza di episodi di violenza nel vicinato, chiamate la polizia,
    che ha il dovere di intervenire e prendere i necessari provvedimenti.
  • Se è un bambino a subire violenze, chiamate la polizia - numero di emergenza 133 - o il servizio di assistenza sociale per i minori- tel.+43 512 508 2642.
    Non siete tenuti a dire il vostro nome.

Forme di violenza

Molti pensano alla violenza in primo luogo come violenza fisica.
Esistono però molte altre forme di violenza.
Noi forniamo assistenza contro qualsiasi forma di violenza.
Di seguito sono descritte le varie forme che può assumere la violenza:

La violenza fisica è rivolta contro il benessere fisico di un’altra persona.
Per esempio:

  • colpire con spintoni e pugni o strangolare
  • colpire con schiaffi, calci o lanci di oggetti
  • tirare i capelli, stringere forte, percuotere
  • provocare ustioni con sigarette
  • sbattere la testa contro il muro
  • tentato omicidio e omicidio

La violenza psicologica è rivolta contro il benessere psicologico di un’altra persona con l’obiettivo di minarne l’autostima.
Per esempio:

  • offendere o mortificare
  • calunniare
    Cioè raccontare falsità sul conto di una persona con l’intenzione di danneggiarla.
  • ignorare intenzionalmente qualcuno o evitare di rivolgergli la parola
  • denigrare in continuazione una persona
  • essere eccessivamente gelosi e controllare continuamente i contatti con amici e amiche, familiari e colleghi/e di lavoro
  • alzare spesso la voce contro qualcuno

La violenza sociale isola le vittime dalle loro persone di riferimento e dal loro ambiente.
Per esempio:

  • - impedire o ostacolare i contatti con parenti e conoscenti
  • - impedire o ostacolare i contatti con amici o amiche

La violenza a sfondo sessuale è qualsiasi atto di natura sessuale compiuto contro la volontà della vittima.
Per esempio:

  • stupro o tentato stupro
  • abusi sessuali
    Cioè qualsiasi atto di natura sessuale compiuto senza il consenso di tutte le persone coinvolte.
  • molestie sessuali
    Quando qualcuno dice in continuazione di voler avere rapporti sessuali con te, anche se tu non vuoi.
  • minacce sessuali
    Quando qualcuno minaccia di violentarti.

La violenza economica rende la vittima finanziariamente dipendente dal partner.
Per esempio:

  • impedire l’accesso al denaro
  • ricevere denaro solo se si fa ciò che vuole l’altro

Anche le molestie e lo stalking sono forme di violenza.
Lo stalking è quando qualcuno perseguita intenzionalmente e continuamente un’altra persona importunandola e infastidendola.
Spesso questa forma di violenza viene commessa da ex partner che non accettano la fine di una relazione.
Per esempio:

  • -telefonate, SMS, lettere e e-mail frequenti e indesiderate
  • ordini d’acquisto fatti a nome della vittima
  • spiare e seguire continuamente una persona

I diritti delle vittime

La legge contro la violenza si prefigge di proteggere tutte le persone contro qualsiasi forma di violenza
e di tutelare le vittime affinché non subiscano più altri abusi.
A tal fine la legge riconosce alle vittime vari diritti, come illustrato di seguito.

Allontanamento e divieto di rientro

Se la polizia, in seguito alla denuncia di un episodio di violenza, accerta la sussistenza di un pericolo per la salute, la libertà o persino la vita della vittima, può obbligare l’autore/autrice della violenza a lasciare immediatamente l’abitazione.
Questo provvedimento è definito ordine di allontanamento e viene emesso dalla polizia nei confronti dell’autore/autrice della violenza.
La polizia può inoltre vietare al/alla responsabile della violenza di rientrare nuovamente nell’abitazione.
È il cosiddetto divieto di rientro.
In questi casi la polizia sequestra subito al/alla responsabile della violenza anche le chiavi dell’abitazione.In presenza di minori di 14 anni a rischio di violenza la polizia può inoltre vietare all’autore/autrice della violenza anche l’ingresso alla scuola, all’asilo nido o a qualsiasi altra struttura cui siano affidati i bambini.

Prolungamento della protezione da parte del tribunale

Se si ha la necessità di prolungare il periodo di protezione dall’autore/autrice della violenza, bisogna rivolgersi al tribunale entro 2 settimane dall’intervento della polizia
e richiedere l’emissione di una “ordinanza restrittiva”.
L’ordinanza restrittiva è una misura decisa dal tribunale
che garantisce protezione immediata dall’autore/autrice della violenza.
L’autore/autrice della violenza non potrà così più avere accesso all’abitazione della vittima né molestarla in altro modo.

Non ha importanza chi sia il proprietario dell’abitazione.

Se il destinatario dell’ordinanza restrittiva non la rispetta, bisogna chiamare subito la polizia.
Consulenza e aiuto dal Centro Antiviolenza
Il Centro Antiviolenza offre assistenza alle vittime di violenze domestiche e stalking.
Quando la polizia emette un divieto di rientro nell’abitazione, ne informa contestualmente anche il Centro Antiviolenza.
La vittima viene così contattata da un/una consulente in grado di fornire supporto immediato. Al Centro Antiviolenza ci si può rivolgere anche di propria iniziativa:


Centro Antiviolenza del Tirolo - Innsbruck (Gewaltschutzzentrum Tirol - Innsbruck)
Indirizzo: Maria-Theresien-Straße 42a, 6020 Innsbruck
Tel.: +43 512 571313
E-mail:  office@gewaltschutzzentrum-tirol.at
Internet:  www.gewaltschutzzentrum.at

Permesso di lavoro per le immigrate

nei casi di violenze domestiche
Si definiscono immigrate le donne provenienti da un paese straniero che vogliono vivere in Austria. Le immigrate, se vittime di violenze domestiche, hanno diritto al rilascio del permesso di lavoro.
Ciò avviene quando la donna non può più continuare a vivere con il coniuge a causa delle violenze fisiche o delle minacce che lei o i suoi figli minori subiscono.

In presenza di comportamenti violenti da parte del coniuge, i requisiti per il rilascio del permesso di lavoro sono:

  • che la donna abbia sporto denuncia alla polizia oppure
  • che il tribunale abbia emesso un’ordinanza restrittiva oppure
  • che la coppia abbia divorziato oppure
  • che la violenza sia confermata, per esempio, da una delle seguenti persone o istituzioni:
    - un medico,
    - una struttura sanitaria,
    - una casa di accoglienza per donne,
    - il servizio di assistenza minorile (Jugendamt)
    - un centro per la tutela dell’infanzia